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sábado, marzo 10, 2012

MEDIOEVO : LA NOSTALGIA PER LE NOSTRE RADICI



L’uomo del medioevo vive di bellezza e fantasia e se ne nutre all’infinito. Le opere uscite dal suo animo, prima che dalle sue infaticabili mani, ci danno tuttora un senso di ammirazione mista a nostalgia. 

La vecchia Europa, quella centrale e quella dell’est, le aree dell’impero bizantino, il Medio Oriente latinizzato dopo la drammatica avventura delle crociate, si aprono ancora oggi davanti ai nostri occhi e ai nostri cuori producendo stupore. Forse nessun periodo storico è stato tanto contraddittorio e tanto fecondo come il medioevo. Mentre infuria la lotta tra papato e impero, mentre in Terra Santa ci si scanna o per il Sepolcro di Cristo o per un feudo, contemporaneamente si innalzano le cattedrali, nascono le Università, la terra si popola di monasteri e pensatori raffinati stendono grandi summe teologiche.
La vita quotidiana si intreccia con ideali sublimi; la terra è amata appassionatamente e il cielo è desiderato con mistica violenza; l’uomo è al centro di ogni ricerca mentre Dio è al sommo di tutto.

Il popolo del medioevo, prevalentemente analfabeta, quando vuole la sua cattedrale esige il miglior architetto, il più raffinato maestro vetraio, il più sensibile miniaturista e il più noto compositore di musica.

E lo stesso popolo è capace un giorno di inaudite nefandezze, il giorno dopo di una catarsi collettiva in altissimi sogni mistici.
Questa lunga passione dello spirito collettivo si chiama - ma non correttamente - Medio Evo.

Usiamo chiamare medioevo quel periodo storico che va dalle invasioni barbariche e la distruzione dell’Impero d’Occidente sino alla caduta di Costantinopoli sotto il dominio dei Turchi, data che segnando la fine di Bisanzio pone termine all’ultima eredità dell’Impero romano.

In questi dieci secoli che vedono la fine del mondo antico nasce anche l’Europa come nazione universale, mentre alla fine di questi stessi dieci secoli avevano preso forma la maggior parte delle nazioni moderne con il loro nome e la loro lingua.

Dunque il ponte tra antichità e Europa prende il nome di Medio Evo, una epoca storica che ha dato origine a tante leggende graziose, ingenue o assurde.

Spesso il “gotico” è definito, con un certo disgusto, epoca degna soltanto dei gusti barbari dei goti, anziché l’architettura meravigliosa dei secoli XII-XV. Nel XVIII c’è stata tutta una campagna di libretti polemici e satirici contro i resti della feudalità pieni di controsensi storici o informazioni fantasiose.

Fortunatamente negli ultimi decenni il medioevo è una delle epoche più studiate: collezioni scientifiche che pubblicano testi sconosciuti, istituti e dipartimenti universitari dedicati, collane editoriali e congressi internazionali.

Lentamente le leggende ripetute interminabilmente e nate spesso nell’”età dei lumi” e addossate al medioevo stanno scomparendo nell’immaginario del grande pubblico.