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viernes, febrero 10, 2012

FEDE E SAGGEZZA



Per la rubrica che ora inizia, il titolo è espresso nel binomio «Fede e saggezza». La formula può sembrare altisonante e inadatta a dare aiuto a chi volesse imboccare sentieri in penombra o a proporre verità amatissime ma da sussurrare con trepidazione e a voce bassa, con animo attento e umile. Nessuno, in ogni caso, si turbi. Sappiamo che le parole usate con la pretesa di dire tutto, corrono il rischio di non dire quasi più nulla. Ciò avviene quando il logorio le erode lasciandole devastate da una retorica in cui si dimentica che dobbiamo, sì, riferirci alle vette, ma senza dimenticare che tutto è limitato e fragile in noi, e – proprio per questo – bisognoso di essere costantemente restaurato o ricostituito.

In omaggio a questi sentimenti di umiltà, presteremo ascolto, sul tema della rubrica, a messaggi a noi giunti dalla grande tradizione classica e cristiana, costituitasi in un lungo fluire di secoli superando difficoltà di ogni tipo e guadagnandosi, così, la sopravvivenza. Alternando le scelte, porremo, a base dei nostri pensieri, una volta una massima desunta da autori latini del mondo pagano e, la successiva, testi sapienziali accolti nella letteratura cristiana elaborata dai Padri del deserto. Nessuna meraviglia di fronte agli ambiti di cultura testé citati. Sia i pensatori del mondo classico sia i cristiani impegnati in grandi esperienze di fede e di ricerca dell’unico necessario, hanno concentrato in messaggi di splendida forza il richiamo ai grandi valori della fede e della saggezza. Il loro pensiero, nelle massime in cui esso è scolpito, ha resistito all’urto dei secoli e alla capacità erosiva del tempo che passa e divora le cose.

Inserendosi nelle culture che mutano, quei messaggi costringono a riflettere, ad imboccare percorsi di autocritica, ad orientarsi, insomma, nella selva oscura in cui basta un nulla per perdersi. Sono in molti a credere che viviamo in un’epoca drammatica, definita postideologica e postcristiana per dire che, nel tracollo delle antiche certezze, l’Occidente sembra sempre più avvolto in una fitta coltre di incertezza e di angoscia. Tutto reca in sé i segni della contraddizione e lo spettro di forze oscure che potrebbero scatenarsi e travolgerci. La tecnologia raggiunge traguardi sempre nuovi e con velocità inarrestabile. Cadono barriere e ostacoli una volta ritenuti insormontabili, e ciò crea, nell’intimo dei cuori, un viluppo di desideri infiniti, sempre stroncati, però, dall’irrompere del limite, dell’errore e della sconfitta. Anche i successi della tecnologia sconvolgono i meccanismi del profondo, suscitando sicurezze spesso infondate e, di conseguenza, delusioni e angoscia.

Siamo alla ricerca di bussole che funzionino, di luci che guidino i nostri passi. Ci sono valori in cui bisogna credere, per sentirsi sicuri e saldi. Fede e saggezza, quindi, e ciò in ascolto di messaggi elaborati nel corso dei secoli e giunti sino a noi per infondere speranza in un mondo che muta e per creature che devono, nonostante tutto, giungere a salvezza. Si naviga sempre così nel fiume dei secoli, e non può non esserci un porto da cui spiccare il volo verso il regno senza lutto e senza pianto.

Monsignor Giuseppe Cremascoli